Domande sulla mastoplastica additiva

  Chirurgia plastica

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DEFINIZIONE
La ptosi del seno è definita da un cedimento della ghiandola e da una distensione della pelle che la circonda. Il seno è in posizione troppo bassa e inoltre spesso “disabitato” nella parte superiore.

La ptosi può verificarsi immediatamente, ma il più delle volte dopo una significativa perdita di peso o al termine di una gravidanza allattante. Può essere isolata: in questo caso si chiama ptosi pura. Può anche essere associato ad un certo grado di ipertrofia mammaria.
Al contrario, la ptosi del seno può essere osservata nel contesto di un seno troppo piccolo (ipoplasia o ipotrofia del seno).
Questi difetti estetici non giustificano un trattamento da parte dell’Assurance Maladie.

OBIETTIVO
Lo scopo dell’intervento è quello di rimettere l’areola e il capezzolo nella giusta posizione, di rimettere a fuoco e sollevare la ghiandola e di rimuovere la pelle in eccesso per ottenere due seni armoniosi, splendidamente ricurvi e in aumento.
PRINCIPIO
L’operazione consiste nel rimodellare il seno agendo sull’involucro cutaneo e sul tessuto ghiandolare. La ghiandola è concentrata e posizionata nella giusta posizione. L’involucro cutaneo deve poi essere adattato, il che significa che la pelle in eccesso deve essere rimossa per garantire una buona vestibilità e forma al nuovo seno. Questi gesti permettono di sostituire l’areola e il capezzolo che erano troppo bassi.
I bordi della pelle che sono stati tagliati vengono suturati alla fine dell’operazione: queste suture sono la causa delle cicatrici.

Nel caso di ptosi molto grande, la cicatrice ha la forma di una T rovesciata con tre componenti: periareolare intorno all’areola tra la pelle marrone e bianca, verticale tra il polo inferiore dell’areola e la piega sotto il seno, orizzontale nascosta nella piega sotto il seno. La lunghezza della cicatrice orizzontale è proporzionale alla dimensione della ptosi.

Più spesso, in presenza di ptosi mammaria moderata, si può utilizzare un metodo cosiddetto “verticale” per rimuovere la cicatrice trasversale nella piega sottomammaria e ridurre il riscatto cicatriziale alle sue componenti periareolari e verticali. In alcuni casi di ptosi mammaria molto moderata, è possibile utilizzare una tecnica che permette di eseguire la correzione del cedimento solo con una cicatrice intorno all’areola.

Infine, quando la ptosi è associata ad un volume insufficiente (ipoplasia mammaria), può essere consigliabile mettere in atto, contemporaneamente all’intervento, una protesi per ripristinare un volume soddisfacente del seno.
In questo caso, di solito è possibile rimuovere l’eccesso di pelle intorno all’areola e quindi limitare la cicatrice solo ad un cerchio peri-areolare.
Una protesi mammaria per la ptosi può essere eseguita dalla fine della crescita e oltre, per tutta la vita. Una gravidanza successiva è ovviamente possibile, così come l’allattamento al seno, ma è consigliabile attendere almeno sei mesi dopo l’operazione.
Il rischio di cancro non è aumentato da questa procedura.

PRIMA DELL’OPERAZIONE
Viene eseguita una valutazione pre-operatoria di routine come prescritto.
L’anestesista sarà consultato al più tardi 48 ore prima dell’operazione.
Oltre ai consueti esami preoperatori, può essere utile controllare le immagini del seno (mammografia, ecografia).
Nessun farmaco contenente aspirina deve essere assunto per 10 giorni prima dell’operazione.

TIPO DI ANESTESIA E DI RICOVERO IN OSPEDALE
Tipo di anestesia:
Si tratta di una classica anestesia generale, durante la quale si dorme completamente.

Modalità di ospedalizzazione:
Il ricovero ospedaliero di uno o due giorni è di solito necessario.
L’INTERVENTO
Ogni chirurgo adotta una tecnica a lui specifica e che si adatta ad ogni caso per ottenere i migliori risultati.
Al termine dell’operazione viene realizzato un bendaggio modellante, con bande elastiche in (nrmr di reggiseno).
A seconda del chirurgo e dell’importanza della ptosi, l’operazione può durare da un’ora e mezza a due ore e mezza.

DOPO L’OPERAZIONE: EFFETTI DELL’OPERAZIONE
Le conseguenze dell’operazione non sono generalmente molto dolorose e richiedono solo semplici analgesici.

Si osservano spesso gonfiori (edema) ed ecchimosi del seno, oltre a disagi durante il sollevamento delle braccia.

La prima medicazione viene rimossa dopo 24-48 ore e sostituita da una medicazione più leggera, creando una sorta di bustier elastico su misura.

Il paziente viene dimesso 24-48 ore dopo l’operazione e viene visitato di nuovo in consultazione due o tre giorni dopo.

Il paziente viene quindi dotato di un reggiseno che fornisce un buon supporto (la cui misura sarà stata valutata al momento della medicazione in clinica prima della dimissione).
Si consiglia di indossare questo reggiseno per circa un mese, notte e giorno, durante il corso dell’operazione.
I punti, se non sono assorbibili, vengono rimossi tra l’ottavo e il ventesimo giorno dopo l’operazione.
La convalescenza e l’interruzione del lavoro per 7-10 giorni devono essere considerati.
Si consiglia di attendere da uno a due mesi prima di riprendere l’attività sportiva.

IL RISULTATO
Si può giudicare solo a distanza di un anno dall’operazione: il torace ha quindi di solito una curva armoniosa e naturale, simmetrica o molto vicina alla simmetria.

Al di là del miglioramento locale, questa operazione ha generalmente un impatto favorevole sul bilanciamento del peso, sulla pratica sportiva, sull’abbigliamento e sullo stato psicologico.

Occorre semplicemente avere la pazienza di aspettare il tempo necessario per attenuare le cicatrici e di osservare durante questo periodo un buon monitoraggio, al ritmo di una consultazione circa ogni tre mesi per un anno.
Il seno operato è un seno che rimane naturale e sensibile, soprattutto alle variazioni ormonali.
POSSIBILI SVANTAGGI
Si tratta per lo più di cicatrici, che vengono attentamente monitorate: spesso appaiono rosa e gonfie nel secondo e terzo mese dopo l’intervento, e dopo di che di solito svaniscono gradualmente e diventano poco appariscue nel tempo. Tuttavia, possono rimanere ingrossati, bianchi o, al contrario, marroni.
Per quanto riguarda le cicatrici, è importante sapere che, anche se di solito svaniscono bene nel tempo, non possono scomparire completamente. A questo proposito, non bisogna dimenticare che se è il chirurgo ad eseguire le suture, la cicatrice è del paziente.

A volte può persistere un’asimmetria del seno, sia in termini di volume, altezza, dimensione o orientamento delle areole. In tutti i casi è possibile effettuare una correzione chirurgica secondaria, ma è consigliabile attendere almeno un anno o due. Che si tratti di ipertrofia o di ptosi mammaria, una volta ottenuta la correzione, è possibile vedere riapparire nel tempo una ptosi secondaria. Infatti, la qualità dei tessuti, l’elasticità della pelle e la mancanza di compattezza ghiandolare possono portare ad un cedimento secondario e quindi ad una ptosi che riappare abbastanza rapidamente. Questo pone fondamentalmente il problema dell’evoluzione nel tempo e della durata di un tale intervento. In alcuni casi, esiste un’alternativa che consiste nell’inserimento, durante il periodo di riduzione o di trattamento della ptosi, di una protesi mammaria posta in pre o retro-muscolare. Questa alternativa dovrebbe essere spiegata al paziente come possibile elemento per migliorare la durata del risultato. Tuttavia, espone le protesi mammarie alle complicazioni già viste e descritte e questa decisione deve essere attentamente considerata e spiegata chiaramente.
POSSIBILI COMPLICAZIONI
Una mammaplastica ptosi, anche se eseguita per motivi essenzialmente estetici, è comunque un vero e proprio intervento chirurgico, che implica i rischi associati a qualsiasi procedura medica, per quanto minimi possano essere.

Occorre distinguere tra le complicanze legate all’anestesia e quelle legate all’intervento chirurgico.

-Per quanto riguarda l’anestesia, durante il consulto il medico anestesista informerà il paziente stesso dei rischi dell’anestesia.

-Per quanto riguarda l’intervento chirurgico: scegliendo un chirurgo plastico qualificato e competente, addestrato per questo tipo di intervento, si limitano il più possibile questi rischi, senza però eliminarli completamente. Rari e limitati, questi rischi esistono tuttavia.

Fortunatamente, le complicazioni reali sono rare dopo un intervento di chirurgia plastica del seno per la ptosi eseguita correttamente. Tuttavia, e nonostante la loro bassa frequenza, dovreste comunque essere consapevoli delle possibili complicazioni:

Il verificarsi di un’infezione richiede un trattamento antibiotico e talvolta un drenaggio chirurgico.
Un ematoma può richiedere una procedura di evacuazione.
La necrosi della pelle, raramente osservata con le tecniche moderne, può essere responsabile di una guarigione ritardata.
si possono osservare alterazioni della sensibilità, in particolare del capezzolo, ma la sensibilità normale di solito riappare entro 6-18 mesi.
l’evoluzione delle cicatrici, soprattutto l’evoluzione delle cicatrici, può essere sfavorevole con il verificarsi di cicatrici ipertrofiche o addirittura cheloidi, di aspetto ed evoluzione imprevedibili, che possono compromettere l’aspetto estetico del risultato e richiedere specifici trattamenti locali spesso lunghi.
disgregazione della cicatrice a causa di ematoma, infezione o necrosi.
Asimmetria dell’altezza del seno ed evoluzione imprevedibile di cicatrici ampie o ipertrofiche. La chirurgia può migliorare questo svantaggio.
Asimmetria in altezza, forma, diametro delle areole

Infatti, le cicatrici possono evolvere in modo diverso da un lato o dall’altro, causando diverse forme areolari. Potrebbe essere necessaria una correzione chirurgica.
L’evoluzione nel tempo è difficile da prevedere perché dipende da diversi fattori personali come l’elasticità della pelle, il tono ghiandolare e la reazione individuale di ogni paziente. Ciò giustifica ovviamente un follow-up regolare e un controllo clinico effettuato nel migliore dei casi dal professionista.
Se la maggior parte delle volte le conseguenze sono semplici, può sempre verificarsi una complicazione. È assolutamente necessario mantenere la comunicazione e mantenere i contatti con il chirurgo. Il fatto di aver discusso in anticipo questa eventualità, permette di comprenderla e viverla meglio quando accade.
L’utilizzo di un chirurgo plastico qualificato vi garantisce la formazione e la competenza necessarie per sapere come limitare il rischio di queste complicanze, e per trattarle efficacemente se necessario. Quindi, poiché l’operatore e il paziente hanno un obiettivo comune, un “ritocco” può rivelarsi utile, una decisione presa di comune accordo durante un follow-up che deve essere regolare ed efficace.

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